
Al termine della nostra ricerca possiamo subito fare piazza pulita di ipotesi assurde del tipo che il 21 dicembre 2012 la Terra fermerà la sua rotazione per tre giorni e ripartirà all’incontrario.
Sappiamo benissimo tutti che, anche senza applicare le normali nozioni di fisica, per far succedere una cosa del genere con l’inerzia di un intero pianeta che sta regolarmente ruotando occorrerebbe che una forza spaventosa fosse applicata alla Terra. Sarebbe necessario che un pianeta delle dimensioni della Terra ci cozzasse contro e poi un altro ancora che con la sua inerzia la facesse ripartire all’incontrario. Cosa estremamente improbabile. In quel caso non credo che basterebbe arrampicarsi su una montagna per salvarsi. Il problema salvezza in un caso del genere neppure si porrebbe.
Altrettanto si può dire dell’arrivo di un intero sistema solare, come quello collegato al pianeta Nibiru che sarebbe già ben visibile sin da ora con un semplice telescopio nelle serate in cui le stelle sono visibili. Oppure ancora, il giungere vicino alla Terra di un ipotetico decimo pianeta del sistema solare, il famoso pianeta X, che secondo alcuni possederebbe un’orbita intorno al sole molto ampia con un periodo di migliaia di anni, che sarebbe altrettanto visibile dalla Terra attualmente.
La profezia del 2012 guardata con occhio critico nasce in particolare da una profezia Maya, che noi preferiamo chiamare piuttosto previsione, che è presente solo su due testi dei quattro scampati alla furia dell’inquisizione. Ed in particolare solo uno (il Codice di Dresda) è così esplicito sulla possibilità di un cataclisma ambientale alla fine del 2012.
Tutto il resto, gridato ai quattro venti da predicatori senza scrupoli del tipo “pentitevi che la fine è vicina!!” è alla stregua del “Penitentiagite!” dei frati dulciniani del Medio Evo e fa solo sorridere. Un po’ meno fa sorridere la dottrina New Age che annuncia a tutti una nuova Era di Pace e Consapevolezza (Era dell’Acquario), ma che anche sottintende maliziosamente, dopo uno sterminio di massa di parte della popolazione a causa di catastrofi planetarie.
Anche la profezia (quella sì che è una profezia) del Libro dei Morti della civiltà Egizia parla del momento di passaggio dalla costellazione dei Pesci a quella dell’Acquario nella precessione degli equinozi, ma in maniera molto più velata. In essa si parla del determinarsi di eventi drammatici al passaggio alla costellazione dell’Acquario. Ma quando questo accadrà effettivamente, grazie al movimento terrestre della precessione degli equinozi? Perché sbagliare di solo1 grado nel calcolo del passaggio tra una costellazione all’altra significa un periodo di circa 72 anni. Quindi non esiste una data veramente precisa per questa profezia.
Pertanto solo i Maya danno una data esatta, vista la possibile corrispondenza tra calendario Maya e calendario Cristiano.
Di conseguenza nella nostra personale ricerca su una possibile verità dietro la previsione Maya, tendiamo a considerare il 21 dicembre 2012 solo come un semplice riferimento e, come il conseguimento della maggior età a 18 anni, una pura e semplice convenzione. Quindi niente zainetti stracolmi sulle spalle di persone in fuga alla fine del 2012 e madri preoccupate per il futuro della crescita dei loro figli che non li portano più neanche al mare nell’attesa dell’immane onda di tsunami. E poi chi andrebbe al mare, quantomeno qui in Italia il 21 dicembre 2012?
Se, invece, cerchiamo cosa possa esserci di vero in una previsione basata su calcoli astronomici svolti più di un migliaio di anni fa l’approccio è differente.
In primo luogo, non dobbiamo considerare questa previsione come il retaggio primitivo di una comunità tribale. Un errore comune nel pensare dell’età contemporanea è ritenere che tutte le culture prima della nostra siano tutte da considerare primitive.
Cercando di vederci chiaro, abbiamo fatto una ricerca bibliografica accurata e abbiamo raccolto talmente tanti documenti da scriverci un libro, un libro però di cui bisognerebbe buttare via più del 95% di quello che c’è dentro per scarsa attendibilità.
Abbiamo fatto anche delle corrispondenze tra la previsione Maya e possibili allineamenti e congiunzioni astronomiche, e senza ragionamenti del tipo: “se i dati trovati non corrispondono alla mia teoria li cancello immediatamente” atteggiamento comune tra molti ricercatori.
Non abbiamo trovato nulla di particolarmente interessanteai nostri occhi, tranne quanto si sapeva già, ossia che l’orbita terrestre è continuamente influenzata dalla posizione degli altri pianeti nel sistema solare, che creano piccole variazioni dell’orbita stessa. Ciò in quanto la terra non è l’unico corpo che ruota intorno al sole e per di più con un’orbita ellittica, che è ancora più possibile perturbare con l’azione gravitazionale di altri corpi planetari, vista la diversa velocità del corpo (la Terra) in diverse zone dell’orbita. Da questo l’estremo interesse degli astronomi Maya per i passaggi di Venere e il calcolo delle eclissi.
Queste piccole variazioni dell’orbita terrestre contribuiscono a modificare in sinergia con altri parametri, come ad esempio l’attività solare o i gas serra, il clima sulla Terra, in particolare l’alternanza dei periodi interglaciali e glaciali all’interno della attuale glaciazione.
Ma il fatto stesso che i veri studiosi della materia siano in disaccordo tra loro su quale sia la causa più importante per lo svilupparsi delle glaciazioni, indica che siamo ben lungi dall’aver capito totalmente la reale natura del processo della glaciazione. Il sole comunque rimane il protagonista nel clima, tanto che i Maya lo piazzano in mezzo alla loro Pietra del Sole come vero motore delle loro Ere, tutte che si sono concluse con un cataclisma.
Ed è qui il vero nocciolo della questione.
Perché a questo punto ci siamo detti: “sta a vedere che quello che loro consideravano cataclisma ambientale, alluvioni e inondazioni alla loro latitudine (vedi il Codice di Dresda), corrisponde all’inizio di una nuova glaciazione alla nostra latitudine?”.
Si tratta sicuramente di un'intuizione, ma vedremo se il tempo ci darà ragione e se questa era la giusta interpretazione della loro previsione, che comunque si riferiva ai loro climi e a ciò che si poteva percepire nella loro localizzazione geografica.
Non dimentichiamo che si tratta di testi che si è impiegato molti anni prima di capire qualcosa e qualche traduzione potrebbe non essere totalmente esatta: i Maya legavano ogni movimento celeste ad un’azione di un Dio.
Se succederà veramente qualcosa nel 2012 lo capiremo molto prima.
E per ora è abbastanza evidente che la previsione della NASA circa un’intensa attività solare intorno al 2012 tanto da creare allarme, appare totalmente tramontata. Al contrario il Sole, che è il vero motore del nostro clima planetario, appare attraversare una fase completamente priva di macchie solari.
In una situazione di minimo solare protratto, ossia un periodo nel quale non si formino macchie sulla superficie del Sole, accade anche che non viene più generato il vento solare (attualmente ai minimi storici) e che invece alimenta lo scudo più esterno dell’eliosfera. Pertanto si determina che maggiori raggi cosmici entrano nella nostra atmosfera.
Secondo alcune teorie, maggiori raggi cosmici portano ad una maggiore formazione di nuvole che comportano maggiori precipitazioni.
Un minimo solare del genere non si osservava dal 1913 e allora non si possedevano gli strumenti tecnici per fare le opportune valutazioni e ipotesi, fondate sul comportamento del Sole.
Forse era questo che intendevano i Maya con la loro previsione climatica alla fine del 2012?
Non vi pare strano che, nonostante il Global Warming tanto strombazzato al vertice di Copenhagen del 2009, i ghiacci dopo un livello minimo rilevato nel 2007 si stiano vigorosamente riformando al Polo? (Consultate in tempo reale questo link http://www.ijis.iarc.uaf.edu/en/home/seaice_extent.htm ).
La quiete prima della tempesta l'avevano chiamata alla NASA. Ma le avvisaglie di questa tempesta solare non si sono ancora viste e la quantità dei raggi cosmici che oggi raggiungono la Terra ha raggiunto un livello mai misurato prima dagli anni ’60, ossia da quando si è cominciato a misurarli.
In questo siamo perfettamente in accordo con quanto suggerito da John Casey sul rapporto esistente tra clima e macchie solari. Casey è il responsabile dello Space and Scienze Research Center (Florida) (http://www.spaceandscience.net/id1.html ), ma è anche un collaboratore della NASA con la sua struttura indipendente.
Anche in Italia c’è qualcuno che pensa così ed è il metereologo Paolo Ernani.
Di uguale opinione anche il meteoanalista Roberto Madrigali, secondo il quale non sembra essere l'uomo ad influenzare i cambiamenti climatici e a provocare il riscaldamento ambientale, ma questi fattori derivano principalmente dalla circolazione nell'atmosfera della corrente a getto.
Dai suoi studi è emerso che in questo periodo ci sono stati sia raffreddamenti che riscaldamenti estremi nel pianeta, e questo dimostra che non si può parlare di riscaldamento globale planetario propriamente detto.
Sul clima influiscono non solo i fattori cosmici e solari, ma in maniera determinante il vortice polare che si contrae in estate e si espande in inverno e queste contrazioni avvengono anche in modo ciclico e ripetitivo nel tempo.
Quando il vortice si espande, si hanno precipitazioni nevose e clima freddo.
Le ere glaciali e interglaciali si sono susseguite a causa dell'energia del vento solare in arrivo sulla Terra e nel modo in cui questo è stato distribuito alle varie latitudini.
Il clima, quindi, ha sempre subito delle variazioni, come durante il minimo solare di Maunder (1645-1715 d.c.) quando d'inverno gelava perfino il Tamigi.
Quindi è importante analizzare la corrente a getto in quota e il vortice polare in relazione all’attività solare, in quanto sono i fattori preponderanti che possono portare a veri cambiamenti climatici, tanto da dare la possibilità, nei prossimi anni, all'innesco di una nuova era glaciale vista anche la cadenza con cui si ripresentano eventi del genere.
Siamo alla soglia di una nuova glaciazione che può innescare eventi climatici drammatici? Era questo che intendevano i Maya con le loro drammatiche previsioni metereologiche associati a cataclismi ambientali? Noi pensiamo di sì.
In effetti non ci si può fidare molto delle comunicazioni ufficiali delle organizzazioni internazionali su questa eventualità, in quanto troppo sensibili agli ingenti investimenti economici avviati per il contrasto del Global Warming, tanto da sorvolare totalmente anche in questi giorni sui parametri climatici illustrati poco sopra.
Un esempio lampante di come hanno funzionato le comunicazioni ufficiali delle istituzioni internazionali, sono soprattutto le mancate comunicazioni in campo economico da parte delle agenzie di rating prima della crisi finanziaria globale. Si è continuato fino alla fine come niente fosse riducendo sul lastrico migliaia di risparmiatori e sorvolando sui chiari segni premonitori. Nulla di ufficiale è comparso all’orizzonte prima del crack, ma c’erano già molte persone che sapevano prima cosa sarebbe successo dopo e si sono cautelate per bene, ritirandosi in tempo da fondi di investimento fino ad allora giudicati sicurissimi.
Ugualmente si può dire così della Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che ha creato uno straordinario allarme per la mortalità da influenza A/H1N1, poi rivelatosi totalmente falso, ma solo dopo che centinaia di migliaia di dosi di vaccino antinfluenzale erano già state vendute, fruttando miliardi di euro alle ditte produttrici.
Saremmo ben felici di essere smentiti per quanto riguarda la nostra tesi di una nuova Era Glaciale alle porte, ma per questo basta aspettare ancora un po’. Bisogna ricordare che questa è solo una teoria che richiede ulteriori prove. Ma le prove arriveranno da sole senza fatica a cercarle.
Basta aspettare e muoversi in tempo. Quanto è già successo nel passato può succedere ancora e da questo l’importanza della conoscenza storica del contesto di cui parliamo.
Non dimentichiamo che, nella precedente fine della glaciazione, la differenza di peso tra ghiaccio che si è sciolto e acqua che si è formata in passato, nella tettonica a zolle, ha provocato sicuramente l’emergere di alcuni placche e l’affossarsi di altre per la differenza di peso, creando sicuramente uno sfregamento tra le diverse aree, con tutto ciò che ne consegue in termini di cataclismi geologici.
A noi basta, comunque, aver incrinato giusto un po’ le vostre certezze e formata in voi un’opinione che può essere contraria o favorevole a quanto abbiamo scritto, ma comunque un’opinione che noi rispettiamo integralmente.
Noi ci stiamo già preparando ad una nuova Era Glaciale e a tutti gli altri sconvolgimenti climatici connessi e voi cosa fate?
Lo staff - 14/12/2009
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